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La Visita Oculistica.

 

In una buona visita oculistica si deve badare non solo a trovare il giusto occhiale che consenta la vista migliore possibile, ma pure far in modo che l’atto del vedere venga eseguito senza sforzo e affaticamento, fatto importantissimo nella vita di oggi dove un’alta efficienza visiva è sempre più richiesta (basti pensare al crescente uso di computer un po’ in tutti i settori).

Far questo costituisce, però, solo la metà del lavoro, perché si dovrà pure osservare attentamente l’interno e l’esterno dell’occhio per poter dare, se necessario, una spiegazione esauriente e completa nel caso vi siano malattie evidenti, oppure scoprire per tempo quelle nascoste, non chiaramente manifeste. Infine, soprattutto, diagnosticare quelle che, pur non essendoci ancora, possono verificarsi in un occhio predisposto.

 

L’esame visivo.

 

L’esame della vista costituisce il primo contatto col Paziente, quella che porterà a capirne le esigenze e a programmare, qualora si riscontrasse un difetto di vista:

  • L’occhiale appropriato per una buona visione.
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  • L’occhiale appropriato per una buona visione senza sforzo.
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  • L’analisi della funzionalità dell’occhio del Paziente.

 

  • L’occhiale appropriato per una buona visione: l’unione di moderni strumenti automatizzati al tradizionale esame della vista con lenti consente di avere una serie di dati per correggere la vista fino ad arrivare a una acuità visiva di 10-11/10 e oltre.
  • L’occhiale appropriato per una buona visione senza sforzo: la vista così corretta, però, potrebbe portare ad un occhiale troppo “forte” o “deformante” per un dato Paziente, consentendo sì una visione nitida, ma con sforzo. L’unione dei dati raccolti con l'esame ortottico e uno studio attento delle esigenze del singolo Paziente, possono portare a risolvere anche questo problema.

Si può, dunque, supporre ragionevolmente, combinando le varie tecniche, di poter raggiungere la correzione “ideale”.

  • L’analisi della funzionalità dell’occhio del Paziente: l’eseguire questo studio così articolato durante l’esame della vista, però, non è solo finalizzato all’occhiale; infatti, è anche una maniera per l’oculista per rendersi conto di un punto fondamentale: la sensibilità e l’efficienza dell’occhio in esame. Dalla velocità di lettura e dalla rapidità delle risposte, infatti, nonché dall’esame ortottico si ha, intanto, una prima idea della presenza di malattie degli occhi e di tutto il sistema visivo nel suo complesso, ma, soprattutto, di come tale sistema viene usato nella vita di tutti i giorni, se in maniera corretta, o con una funzionalità ridotta rispetto al normale, con conseguente sforzo, affaticamento, riduzione di capacità alla guida e durante la visione notturna, o altre limitazioni che influenzano la qualità di vita, magari tanto da impedire quella lavorativa o di relazione.

 

L’esame Ortottico-optometrico.

 

L’esame ortottico-optometrico, normalmente serve per testare la presenza di strabismi manifesti o latenti o a studiare “l’occhio pigro” e si esegue subito dopo l’esame della vista. Oltre, però, ad essere importantissimo e insostituibile in questi casi, può essere esteso a tutti i bambini e agli adulti per creare “l’occhiale ideale”. Spesso, infatti, ci troviamo dinnanzi a pazienti che, pur con una vista di 11/10 (e intendo non solo con l’occhiale, ma pure naturale, senza alcuna lente di correzione) si lamentano di fastidi o affaticamenti visivi. Sovente si tratta di Pazienti che hanno molto cercato una risoluzione al loro problema, senza mai riuscire a trovare una risposta e che, anzi, spesso vedono aumentare i loro disturbi. In questi casi l’esame ortottico-optometrico ci viene in aiuto, consentendo di scoprire il perché dello sforzo visivo e di trattarlo o con occhiali adeguati, o con esercizi appropriati (si tratta di una vera e propria “ginnastica” per occhi).

 

Lo studio della pressione oculare.

 

E’ un’altra tappa fondamentale, soprattutto negli adulti, per scoprire la presenza di un eventuale glaucoma. E’ questa una malattia subdola, che spessissimo progredisce senza dare alcun disturbo e porta ad un danneggiamento irreversibile del nervo ottico; in questi casi, purtroppo, quando il paziente si accorge di una diminuzione della vista, si è già in uno stadio avanzato.

ATTENZIONE: Non vi è alcun rapporto della pressione oculare con quella sanguigna (si può essere ipertesi e non glaucomatosi e viceversa) e possiamo avere una variazione della pressione oculare con l’età (chi non è glaucomatoso a 40 anni, non è detto che non lo sia a 60).

Per la studio della malattia glaucomatosa si può associare all’esame medico l’esecuzione di un Campo Visivo, di un esame OCT-GDX, di Potenziali Evocati Visivi e Elettroretinogrammi.

 

Esame del segmento anteriore dell’occhio.

 

La visita prosegue con l’esame della parte anteriore dell’occhio, dove è possibile studiare la congiuntiva e le sue malattie, la cornea, l’iride e il cristallino (la lente interna all’occhio che è interessata dalla CATARATTA).

 

Esame del segmento posteriore dell’occhio (vitreo e retina).

 

Si passa poi allo studio della retina e degli altri tessuti interni dell’occhio, il cosiddetto “esame del fondo dell’occhio”. Il bulbo oculare è un organo privilegiato, dove, dato che esiste una sorta di “finestra” naturale (le lenti trasparenti dell’occhio, cioè il complesso cornea-cristallino), è possibile studiare le strutture interne direttamente osservandole con luci e ingranditori appositi. E dato che, come in tutte le altre parti del corpo, anche l’occhio ha la sua circolazione (nel nostro caso i vasi della retina), e che tale circolazione è necessariamente simile a quella presente in tutte le altre parti del corpo, con lo studio del fondo dell’occhio si può avere un’idea della circolazione generale e studiare tutte le malattie in cui questa è compromessa, cioè, praticamente, la maggioranza delle malattie conosciute (diabete, ipertensione, malattie renali, malattie della tiroide e ormonali in generali, sindrome da invecchiamento, malattie genetiche e molte altre). In tal senso l’occhio è veramente “lo specchio del corpo”, perché non solo è possibile seguire l’evoluzione e l’effetto delle cure in uso analizzando il fondo dell’occhio, ma spesso si scoprono queste malattie in una visita oculistica fatta per altri motivi. Ovviamente, si possono pure studiare in modo diretto tutte le malattie della retina, che vanno dalle degenerazioni ai distacchi veri e propri, che richiedono un trattamento più o meno urgente…

 

Infine, valutando l’interno dell’occhio si evidenziano anomalie del VITREO, una sorta di gelatina che riempie tutto l’occhio, responsabile di quei corpi mobili fastidiosi che molti Pazienti descrivono come “reti, ragni, filamenti, macchie, opacità”, che meritano uno studio attento, perché, se spesso non sono pericolosi, a volte nascondono un danno retinico anche grave.

 

E se la cornea e il cristallino fossero non più trasparenti per qualche malattia? Con l’ecografia è possibile avere un’immagine molto precisa dei tessuti interni in questi casi particolari.

 

Esami di livello successivo, altre patologie.

 

Quanto detto sopra è solo un’indicazione di massima e non vuole essere un trattato di oculistica (non è questa la sede). In realtà esistono migliaia di malattie che si esprimono ognuna in modo diverso in ogni Paziente: pertanto la visita oculistica sarà eseguita in modo diverso per ciascuno, e, se necessario, per casi particolari, si potranno eseguire ulteriori esami, quali l’ecografia, il campo visivo, la mappa corneale, la fluorangiografia, e molti altri.

Quanto detto sopra, comunque, è la linea seguita nella maggior parte dei casi.